• 30mar

    L’accessibilità, in informatica, è la capacità di un dispositivo, di un servizio o di una risorsa d’essere fruibile con facilità da una qualsiasi tipologia d’utente. Il termine è comunemente associato alla possibilità anche per persone con ridotta o impedita capacità sensoriale, motoria, o psichica (ovvero affette da disabilità sia temporanea, sia stabile), di fruire dei sistemi informatici e delle risorse software a disposizione.

    Noi di Muzedon.Com prestiamo grande attezione al tema dell’accessibilità, e realizziamo siti e applicazioni web che rispettino le normative vigenti.

    L’accessibilità nel Web

    Nel web, un sito web accessibile facilita l’accesso ad individui con ogni tipo di disabilità, ma anche ad individui non affetti da patologie. Più nello specifico:

    • Utilizza un codice semanticamente corretto, logico e validato secondo i parametri del W3C
    • Utilizza testi chiari, fluenti e facilmente comprensibili
    • Utilizza testo alternativo per ogni tipo di contenuto multimediale
    • Sfrutta titoli e link che siano sensati anche al di fuori del loro contesto (evitando, ad esempio, link su locuzioni come “clicca qui”)
    • Ha una disposizione coerente e lineare dei contenuti e dell’interfaccia grafica

    Inoltre dovrebbe essere compatibile col maggior numero di browser e configurazioni software e utilizzare colori standard e ad alto contrasto fra di loro.

    L’applicazione corretta dei criteri di accessibilità deve permettere la lettura delle pagine web da parte di software detti screen reader, specifici per ipovedenti o non vedenti.

    CMS accessibili

    I criteri di accessibilità hanno importanza anche nella realizzazione dei Sistemi di Gestione dei Contenuti (Content Management System o, più brevemente, CMS), ossia di quei sistemi web che permettono la creazione e la pubblicazione di documenti da parte di più autori che, molto spesso, dispongono di una vera e propria struttura editoriale.

    In questi casi, è opportuno non solo rendere il sito conforme agli standard, ma anche:

    • aiutare gli autori a pubblicare documenti che non compromettano l’accessibilità;
    • fornire soluzioni CMS accessibili direttamente agli autori con disabilità.

    Esistono CMS sia commerciali sia open source che promettono il rispetto delle linee guida per l’accessibilità.

    Il W3C (World Wide Web Consortium) ha emanato nel 2000 delle linee guida, le ATAG (Authoring Tools Accessibility Guidelines). Nella versione 2.0 vi sono una serie di indicazioni specifiche, con criteri di successo (success criteria) ispirati alle WCAG 2.0.

    Accessibilità delle applicazioni Web (e RIA) 

    Con l’evoluzione del web non si parla solamente di sito web ma anche di applicazione web. Anche in questo caso è possibile applicare una serie di linee guida del W3C tra cui le raccomandazioni della specifica WAI-ARIA.

    Standard e leggi 

    Esistono alcuni standard internazionali e alcune leggi nazionali che definiscono l’accessibilità per i sistemi informatici.

    Le linee guida internazionalmente più utilizzate per quanto concerne il web sono le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines) redatte dalla WAI (Web Accessibility Initiative, sezione del World Wide Web Consortium).

    In Italia

    In Italia, per le nuove realizzazioni e le modifiche apportate dalla Pubblica amministrazione ai propri siti web, si deve tenere conto (pena nullità dei contratti stipulati) della “Legge Stanca” (Legge 4 del 9 gennaio2004), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 17 gennaio 2004), resa operativa col decreto attuativo di fine 2005. Il medesimo obbligo è in carico, come specificato nell’art. 2 della legge, agli enti pubblici economici, alle aziende private concessionarie di servizi pubblici, alle aziende municipalizzate regionali, agli enti di assistenza e di riabilitazione pubblici, alle aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico e alle aziende appaltatrici di servizi informatici. L’obbligo della applicazione della legge sussiste esclusivamente per i siti pubblici (o di interesse pubblico) mentre, sempre nell’ambito pubblico, le disposizioni di legge non si applicano ai sistemi informatici destinati ad essere fruiti da gruppi di utenti dei quali, per disposizione di legge, non possono fare parte persone disabili.

    La legge contiene altresì alcune definizioni:

    • a) «accessibilità»: la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari;
    • b) «tecnologie assistive»: gli strumenti e le soluzioni tecniche, hardware e software, che permettono alla persona disabile, superando o riducendo le condizioni di svantaggio, di accedere alle informazioni e ai servizi erogati dai sistemi informatici.

    La legge italiana – oggetto di accesi dibattiti sul suo reale peso nel favorire l’accessibilità del web – si pone come obiettivo quello di dare attuazione al principio di uguaglianza previsto dall’art. 3 della Costituzione Italiana e quindi garantire il diritto di accesso ai servizi informatici e telematici della pubblica amministrazione e ai servizi di pubblica utilità da parte delle persone disabili. Le disposizioni della legge si applicano oltre che ai siti web, anche, secondo quanto sancito dall’art.5, al materiale formativo e didattico utilizzato nelle scuole di ogni ordine e grado.

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